Dott. Luca Weltert

U.O. Cardiochirurgia-Dipartimento di Scienze Cardiovascolari, European Hospital, Roma

Articolo pubblicato in:

Anno Accademico 2017-2018

Vol. 62, n° 4, Ottobre - Dicembre 2018

ECM: Dissezioni aortiche

26 giugno 2018

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L’opzione cardiochirurgica per la correzione dell’arco aortico: “Elephant Trunk” e “Frozen Elephant Trunk”

L. Weltert

L’elephant trunk è la tecnica di sostituzione dell’arco aortico e del tratto toracico discendente, ideata negli anni ’80 da Borst e progressivamente migliorata negli anni successivi.

 

Fig. 1: tecnica di sostituzione dell’arco aortico

 

L’evoluzione probabilmente migliore dell’elephant trunk è la “Frozen” elephant trunk (FET), che consiste nell’impianto di una protesi ibrida, con la quale si sostituisce arco ed aorta discendente in un atto operatorio unico (Fig. 1).

Come tutte le procedure cardiochirurgiche, la FET richiede una protezione intraoperatoria adeguata, in particolare rivolta al cervello (perfusione cerbrale anterograda), al miocardio (cardioplegia anterograda e retrograda con soluzione di Custodiol) ed ai visceri (perfusione distale dalla protesi) (Fig. 2). 

I risultati della FET sono stati riferiti in un recente registro italiano (THORA-FET Registry, Bologna - Roma), che ha dimostrato dati interessanti in termini di mortalità (6%) e trombosi del falso lume (83%) (Fig. 3). La FET promuove ulteriormente il concetto di correzione radicale della dissezione aortica.

 

“Take home message”

-        La standardizzazione e la semplificazione della tecnica chirurgica permettono di trattare un gran numero di patologie aortiche, con riduzione sensibile delle complicanze, che tuttavia ancora incidono, soprattutto in termini di morbilità spinale;

-        Ulteriori studi e conseguenti affinamenti della tecnica chirurgica permetteranno di migliorare ulteriormente le protesi ibride ed i risultati del trattamento.

 

Fig. 2: sostituzione arco aortico e aorta discendente

 

 

 

Fig. 3: THORA-FET Registry, Bologna – Roma

 


BIBLIOGRAFIA

De Paulis R. Towards a better, complete treatment of aortic arch pathologies. Eur J Cardiothorac Surg 2017; 51: 1-3.